Trump sostiene che i militari trans sarebbero «un costo», intanto l'esercito spende 28 milioni per comprare uniformi sbagliate



Nel tweet con cui Donald Trump ha annunciato la sua volontà di mettere al bando i militari trans, il presidente statunitense ha argomentato la sua persa di posizione sostenendo che «i nostri militari devono concentrarsi su una vittoria decisiva e schiacciante e non possono essere gravati dagli enormi costi medici e dai disagi che i trans nell'esercito comporterebbero».
Se non c'è voluto molto prima che la stampa facesse due conti ed osservasse come quelle spese siano praticamente irrisorie sul bilancio delle forze armate, è preoccupante come la vita umana e la dignità personale vengano messe in secondo piano persino rispetto ai capricci.
Si stima che i costi medici per l'assistenza alle persone trans si aggirerebbe intorno ai 4/8 milioni, assai meno degli 84 milioni di dollari che l'esercito statunitense spende annualmente per l'acquisto di Viagra e meno dei 28 milioni di dollari inutilmente spesi per le uniformi delle forze armate afgane. Le tute mimetiche acquistate per l'esercito di Kabul hanno infatti una fantasia verde-bosco pensata per il camuffamento nelle foreste in un Paese al 98 per cento desertico.
La denuncia  è di John Sopko, ispettore generale per la ricostruzione dell'Afghanistan. Secondo quanto emerge dall'indagine, il ministro della difesa stesso avrebbe scelto le divise navigando su Internet: «È stata una decisione stupida -ha dichiarato a Usa Today- Abbiamo sprecato 28 milioni di dollari, prendendoli dalle tasche dei contribuenti, in nome di una moda, solo perché è piaciuto al ministro della Difesa».
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