Alessandro Benigni invita i gruppi di preghiera ad occultatare meglio i loro proclami omofobici



Bisogna provare pietà verso personaggi come Alessandro Begnigni, esseri così divorati dal loro odio anticristiano da aver immolato la loro intera esistenza alla menzogna e all'insulto. Un uomo che si sveglia la mattina senza aver altri scopi nella vita se non quello di danneggiare l'esistenza altrui è un peccatore per cui bisogna pregare, rivolgendo a Dio il nostro sguardo affinché possa donargli conforto per quella ferita nell'anima che lo deve aver reso così. Ed è dunque con cristiana compassione e con misericordiosa benevolenza che proveremo a spiegargli dettagli che l'integralista pare incapace di comprendere.
Premettiamo anche che non proviamo alcun rancore per i suoi insulti, dato la profonda pietà che proviamo per chi vive una simile condizione.

Fatto sta che dalle pagine del suo gruppo d'odio chiamato "Nelle note", l'integralista Benigni racconta curiose storielle ai suoi proseliti. In un articolo intitolato "La gaystapo nei gruppi di preghiera" afferma:

L’estate sta arrivando, la scuola finisce, c’è aria di sbaraccamento e la scena è occupata dai vaccini e dalla legge elettorale.
Di polpa omofoba in giro non se ne trova molta, salvo il caso dello scout sospeso per l’unione civile. E allora che si inventa il più scalcinato e sgrammaticato blog gaio dell’universo?
Mette insieme un po’ di pezzi sparsi e confeziona una non notizia sull’omofobia che serpeggerebbe in segretissimi gruppi di preghiera su whatsapp fornendo come prova inconfutabile uno screenshot di pessima qualità. Chiunque abbia uno smartphone può facilmente modificare un qualsiasi screenshot, lo sanno anche i bambini

Se Benigni ce lo permette, vorremmo ricordargli che è preferibile essere degli sgrammaticati che si battono per i diritti di tutti piuttosto che ottimi scribacchini impegnati nella promozione dell'odio. Immaginiamo che l'articolo a cui lui si riferisca è quello in cui abbiamo parlato dei gruppi di preghiera in cui si racconta che «il demonio» sarebbe «l'artefice del matrimonio e delle adozioni gay».
L'impressione è che l'integralista Benigni sostenga che l'immagine possa essere stata modificata o falsificata, anche se sinceramente non si capisce perché mai bisognerebbe modificare un testo che risulta pubblicamente accessibile su alcune pagine Facebook...
E riguardo alla qualità, gli sarebbe bastato premere il tasto in alto per sinistra per ingrandirla a suo piacimento (sul rendering da parte dell'hardware del suo telefonino, concordiamo con cui che faccia davvero schifo ma forse dovrebbe rivolgersi a chi glielo ha venduto).

Poco comprensibile è anche il suo asserire che:

La seconda prova consiste nel citare un sacerdote, di cui peraltro esistono diversi video su YouTube.

Non pare possibile comprendere perché parli di "una prova" a fronte del semplice nome del sacerdote che ha firmato l'omelia in questione. Ed ha veramente poco senso anche andare a cercarlo su YouTube... insomma, se qualcuno dice che il Decameron è Boccaccio, perché mai qualcuno dovrebbe cercare l'autore su YouTube e pubblicare lo screenshot della sua ricerca? Bho...

L'articolo prosegue asserendo:

Un vero scoop!, non c’è che dire. In terzo luogo viene prodotto il segretissimo testo della conversazione, che, ahiloro, si trova però in molti blog cattolici e contiene un dialogo fra un esorcista e uno spirito immondo.

Perché mai dice "hailoro"? Il fatto di aver trovato il testo ci ha evitato di doverlo copiare degli screenshot ed è stato un gran risparmio di tempo e di fatica! Tant'è che nell'articolo stesso si parlava il contenuto del presunto dialogo e non certo la forma. E sinceramente pare inutile ricordargli che persino un bambino sa che basta sedersi davanti ad un computer per potersi inventare tutti i dialoghi che si vogliono (e la regola vale assai più di quella da lui enunciata riguardo alla modifica degli screenshot).

Le offese diventano sempre più isteriche quando l'integralista Begnigni rinnega la parola di Gesù e dice:

Tutta questa fatica per rivelare che nei gruppi di preghiera si prega per i peccati, incluso quello di sodomia. Una novità sconcertante, ne converrete anche voi.

Sarà, ma ammesso e non concesso che lui e la sua gente non usino i Vangeli per usi impropri che non sia quello di leggerli, basterebbero cinque minuti per leggere che Gesù invitava a non giudicare, così come informava la gente nella sua condizione che il volersi esaltare porterà inevitabilmente all'umiliazione dinnanzi a Dio. Passi il voler giocare a fingersi cattolici, ma almeno l'ABC bisognerebbe saperlo...
Ed è buffo che il suo dirsi "cristiano" sia interamente legato a dogmi creati dagli uomini per alimentare odio verso un argomento che Gesù ha ritenuto di non dover neppure affrontare. Fossimo in lui, gli suggeriremmo di preoccuparsi di come Gesù redarguì i suoi discepoli riguardo ai finti dogmi dicendo loro che è della parole che escono dalla propria bocca che bisogna preoccuparsi.

In conclusione l'integralista Benigni rinnega pure sé stesso, dando consigli a chi è stato beccato a lanciare quei messaggi nei gruppi di preghiera:

Bene, quando avete finito di ridere, controllate ad ogni buon conto i vostri gruppi di preghiera su whatsapp, dove i numeri di telefono sono visibili a tutti i componenti del gruppo. Per scacciare gli intrusi non servirà un esorcista, basta un semplice clic

Ma come? Non diceva che si trattava di screenshot falsi? Com'è che tutto d'un tratto le sue offese hanno dato spazio alla sua richiesta di occultare meglio la loro attività di promozione all'odio omofobico attraverso testi che farebbero scoppiare a ridere qualunque vero cristiano?
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