Monsignor Negri benedice la «processione di purificazione» contro il Pride di Rimini



L'estremismo cattolico continua a promuovere la «processione di purificazione» che un fantomatico comitato Beata Giovanna Scopelli organizzerà a Rimini in opposizione al Pride.  Si tratterà della medesima carnevalata blasfema già vista a Reggio Emilia, dalla quale la Diocesi di Rimini ha preso le dovute distanze.
Dato che la presa di posizione della curia non avrebbe permesso di poter lanciar il messaggio che essere "cristiani" significhi essere omofobi e votare per quei gruppi neofascisti che vedono nella Russia di Putin la loro terra promessa, all'interno del gruppo era stata organizzata una cordata volta a fare pressioni sul vicario generale della diocesi di Rimini. A lui sono state recapitate lettere in cui si sosteneva che «a fronte del grave avvenimento che avverrà a Rimini sabato prossimo rattrista l'atteggiamento cerchiobottista della diocesi che pone sullo stesso piano una processione da un lato ed un fatto di grave scandalo con l'esaltazione della sodomia dall'altro. La virtù del coraggio pare essere stata sostituita dall'ignavia i cui frutti già ampiamente si manifestano nella Chiesa e nella società civile».

Ora arriva una benedizione formale che può dare nuova linfa vitale alle mire politiche degli organizzatori: monsignor Luigi Negri, arcivescovo emerito di Ferrara e Comacchio, ha infatti inviato loro una lettera di benedizione in opposizione alle prese di posizione della diocesi, affermando:

Vi sono accanto con affetto e gratitudine. La vostra testimonianza della verità diviene servizio al bene comune del popolo.Vi benedico.

Ulteriore supporto era giunto dal vaticanista Marco Tosatti, autore di ben due articoli in cui ha apertamente sostenuto la processione, e da tutti quei soliti siti della galassia integralista che quotidianamente indottrinano all'odio i loro lettori (La Nuova Bussola Quotidiana di Riccardo Cascioli, La Croce di Mario Adinolfi e Radio Spada).
Il comitato si vanta anche di avere avvocati a loro disposizione che stanno minacciando le redazioni dei giornali che non parlavano in maniera sufficientemente positiva e lusinghiera del loro uso della preghiera quale arma di offesa utile ad accrescere l'odio ed esaltare quel loro amato Putin che così "cristianamente" tace sui campi di concentramento per gay allestiti in Cecenia. Ed è interessante osservare come tali azioni legali si sommano alle iniziative spontanee di quei loro militanti che organizzano vere e proprie liste di proscrizione dei giornalisti che osano avere opinioni diverse dalle loro. Opinioni sicuramente sgradite a chi, in riferimento alla libertà di manifestazione dei gay, sostiene che «su certe cose non può esserci dialogo».
Tragicomico è come ci sia chi ripete i ritornelli propagandistici del comitato sostenendo che «un atto liturgico è totalmente avulso da logiche politiche o mondane» mentre c'è chi gli da ragione dicendo: «Ricordiamoci queste schifezze quando potremo votare e votiamo solo chi garantisce attenzione ai valori».

Come sempre gli organizzatori hanno deciso di mettere il bavaglio ai partecipanti, forse temendo che possano raccontare con troppa sincerità che cosa li abbi spinti a pregare contro i gay. Il regolamento chiarisce che «venerdì sera verranno comunicati i nomi dei portavoce per sabato. Solo questi saranno i delegati ad intrattenere rapporti con la stampa all'inizio o al termine della Processione a nome del Comitato "Beata Giovanna Scopelli". Sconsigliamo a tutti gli altri di rilasciare interviste, chi lo farà lo farà a titolo assolutamente personale e non come voce ufficiale dell'omonimo Comitato».
Insomma, esigono che solo le persone nominate dagli organizzatori possano parlare a nome dei partecipanti mentre la loro intera azione di propaganda dell'odio si basa sul sostenere che i gay debbano rispondere di qualunque azione venga compita nel mondo da chi condivide il loro medesimo orientamento sessuale. Come sempre, esigono ciò che negano al prossimo.
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