Lucio Malan scherza sui suicidi degli adolescenti gay e strumentalizza le allerte dell'ISS per creare omofobia



Probabilmente non esiste azione meno etica e più immorale che il tentare di sfruttare un'allerta epidemiologica  per fomentare odio contro un intero gruppo sociale. Pertanto non stupisce come Mario Adinolfi e i suoi amici si siano affrettati a strumentalizzare l'epidemia di epatite A che ha compiuto l'Europa per promuovere l'odio contro i gay.
Tra i commenti più efferati troviamo quelli firmati da Annarosa Rossetto, referente del comitato di Gandolfini e portavoce delle Sentinelle in piedi di Imperia, che pare aver provato un orgasmo nel leggere che «tra le possibili cause c'era anche l'Europride tenutosi ad Amsterdam». L'ipotesi ovviamente nasce da come la presenza di centinaia di migliaia di persone in un'area ristretta possa aver facilitato il contagio, ma lei preferisce tramutare in certezze quelle  ipotesi al solo fine di elargire quelle sue solite condanne morali che l'hanno resa una tra le haters più attive su Twitter.

Con un'ironia che non fa ridere nessuno, è scherzando sulle motivazioni che portano troppi adolescenti gay al suicidio che la troviamo pronta a scrivere: «Per colpa dello stress causato da sentinelle in piedi, Manif, Benigni, De Mari e soprattutto Adinolfi». «Lo chieda a quelli che hanno fatto lo studio, l'istituto superiore di sanità. Magari alla mensa del pride si sono scambiati le posate». «Magari al Pride hanno bevuto limonata fresca dallo stesso bicchiere». «Diciamo che allora al Pride non si lavano bene le mani dopo essere stati in bagno». «Il mio sarcasmo era rivolto a chi dà sempre ad altri la responsabilità dei guai in cui si cacciano gli lgbt». «Si parlava di promiscuità, principalmente. Che è un ottimo modo per diffondere epatite A e non solo». «L'articolo specifica che nella popolazione gay c'è un'epidemia dovuta al Pride. Non è lo stesso caso». «È un tweet che parla dell'incapacità del mondo gay di assumere atteggiamenti responsabili scaricando la colpa su altri». «A me dispiace molto che ci siano persone che non sappiano gestire la propria sessualità al punto di ammalarsi».
Insomma, odio puro da parte di una donna che ha fatto del suo disprezzo verso i gay l'unica ragione della sua vita, soprattutto da quando il figlio l'ha lasciata per trasferirsi in quella Gran Bretagna in cui c'è il matrimonio egualitario per tutti.

Grave, però, è come a questa sfilza di insulti si sia accodato un senatore della Repubblica come Lucio Malan. Noto solo per la sua ostentata omofobia e per la sua strenua convinzione riguardo al fatto che Berlusconi fosse profondamente convinto che Rubi Rubacuori fosse realmente la nipote di Mubarak, Malan ha risposto al tweet di Annarosa Rossetto che si prendeva gioco dei suicidi ironizzando: «Epidemia omofoba!». E c'è da chiedersi in quale altro Paese del mondo un senatore avrebbe potuto sfottere un'intera comunità sulla base di un documento dell'Istituto Superiore si sanità senza alcuna conseguenza...
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