I gay portano malattie e degrado. Lo spergiura Rodolfo de Mattei su Google News



C'è da domandarsi fino a quando un'intera comunità sarà costretta a subire gli insulti, le offese e la denigrazione quotidiana da parte di lobby prive di scrupoli che farebbero di tutto pur di promuovere il neofascismo. Il fatto che Rodolfo de Mattei vada nelle piazza a strillare quanto si reputi più "ariano" degli altri in virtù di come penetri vaginalmente sua sua moglie non sembra un motivo che legittimi la sua ossessiva e costante promozione d'odio contro i gay, motivo per cui c'è da domandarsi perché le autorità non siano ancora andate a citofonargli per chiedergli di assumersi la responsabilità di ciò che scrive.
La nuova offensiva lanciata dall'ultra-integralista è un vergognoso articolo in cui Rodolfo de Mattei prova a strumentalizzare alcune notizie sanitarie per cercare di sostenere che i gay siano tutti dei malati e che quindi lui faccia benissimo a odiarli con tutto sé stesso, magari vantandosi pure di come lui promuova una cultura della morte che possa spingere al suicidio quanti più adolescenti possibile nel raccontare che i gay possono essere "curati" da quella omosessualità che tanto lo infastidisce. Ovviamente fa tutto questo senza mai dimenticare di tirare in causa Dio, dato che da professionista di web-marketing sa bene che l'abuso del sentimento religioso più essere fonte di reddito a danno del prossimo.

Ma veniamo ai fatti. Chiunque dovesse cercare notizie sui gay pride attraverso Google News, come primo risultato troverà un articolo di Rodolfo de Mattei dal titolo "I Gay pride simbolo e specchio della decadenza dell’Europa". In quel testo di promozione all'odio, scrive:

In barba agli allarmi sanitari circa l’epidemia di epatite A in corso in Europa, il cui focolaio è stato individuato nell’Europride, il mega raduno LGBT europeo di Amsterdam dell’agosto 2016, si moltiplicano in tutti i paesi UE le parate di orgoglio omosessuale. Oltre chi si prepara ad ospitare l’ennesima adunata gay, come Madrid con il World Gay Pride dal 24 giugno al 2 luglio 2o17, ci sta anche chi come la Svizzera italiana è al suo “esordio LGBT” con il Ticino Gay Pride, che prevede una “Pride Week” di propaganda pansessuale, da mercoledì 30 maggio a domenica 3 giugno 2018, con eventi gratuiti, culturali e di approfondimento sulle tematiche LGBT+ che culminerà nella giornata di sabato, con la consueta “parata dell’orgoglio” sul Lungolago di Lugano.

La notizia riportata è assolutamente inesatta, dato che nessuno ha mai individuato il focolaio nell'Europride ma qualcuno ha semplicemente ipotizzato che la presenza di un numero elevato di persone in un'area così ridotta possa aver contribuito alla diffusione. E le due cose non sono la stessa cosa, dato che non sarebbe diverso dall'osservare come l'acqua putrida di Lourdes veicoli malattie tra i fedeli che vi si immergono.
Tra virgolette che servono a togliere dignità alle parole e alla libertà di espressione altrui, De Mattei si lagna che il, suo disprezzo verso un'intera comunità non sia sufficiente a reprimere l'esistenza delle minoranze così come egregiamente fece Hitler, motivo per cui sentenzia:

Le sfilate dell’orgoglio gay per le strade di tutta Europa, presentate come insopprimibili manifestazioni di libertà e lodevoli conquiste di sacrosanti “diritti”, rappresentano, in realtà, lo squallido e drammatico specchio della decadenza dell’Europa odierna accecata dal delirante diktat relativista.

A sostenerlo è un tizio che nel cercare un qualche pretesto per auto-proclamarsi "migliore" degli altri, al'interno della sua vita non è stato capace di trovare altro vanto se non quello di andare a letto con delle donne. E il dinnanzi a chi cita la Madonna per sostenere che i suoi pruriti sessuali lo legittimino a calpestare gli insegnamenti di Gesù per guardare le pagliuzze negli occhi dei fratelli o per elargire quei giudizi che il messia invitava a non pronunciare, la dica lunga si come la religione non abbia nulla a che fare con gli scritti di chi sta semplicemente nominando il nome di Dio invano per trarne un profitto sulla pelle del prossimo.
Difficile è infatti non osservare come l'uomo faccia soldi vendendo i suoi libri anti-gay o come il suo sito "Osservatorio gender" sia proprietà ella sua web-agency, la romana RdMedia (peraltro finanziata con denaro pubblico dall'ente del turismo della Regione Basicilacat)
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